Quel giorno in cui ho finito per tradurre Wim Wenders

 

E’ stato uno degli incarichi più emozionanti di tutto il mio percorso professionale. Ero un’interprete molto giovane ai tempi e con poca esperienza. Ricordo di essere stata chiamata all’ultimo secondo da una società organizzatrice di congressi. Le uniche parole che mi rimasero impresse di quella telefonata furono Wim Wenders. Considerato lo scarsissimo preavviso e l’impossibilità di prepararsi perché non c’era proprio tempo, sapevo che accettare quell’incarico avrebbe comportato dei rischi, ma decisi di non rifiutare. Avevo da sempre apprezzato i film di Wim Wenders. Nel giro di nemmeno due ore mi ritrovai seduta accanto a lui e di fronte a un pubblico molto vasto tra i flash delle fotocamere. Sentii la necessità di un atto di sincerità e spiegai al Sig. Wenders senza troppi fronzoli che quell’incarico mi era stato assegnato con preavviso risicatissimo e che non avevo avuto tempo di prepararmi in alcun modo. La sua risposta fu un grosso sorriso a cui aggiunse: “Sono certo che è in grado di fare un ottimo lavoro”. Alcuni giornalisti iniziarono a porre le prime domande aprendo ufficialmente l’evento … ebbi la netta sensazione di trovarmi come su un’imbarcazione che stava prendendo il largo. Furono poste alcune domande sul rapport tra il regista tedesco e amici del calibro di Bono (Vox), Bob (Dylan) e Jimi (Hendrix). Fu un corsa perdifiato molto emozionante. Le risposte di Wenders furono erano piuttosto lunghe e dettagliate e ricordo di avere preso appunti in maniera frenetica perché non volevo perdermi nulla. La storia su come Wenders e Michelangelo Antonioni finirono per curare la regia di “Al di là delle nuvole” fu una vera e propria chicca! Furono menzionati anche alcuni tra i suoi primi lungometraggi meno noti. I titoli dei film sono sempre ostici per gli interpreti. E’ sempre buona norma documentarsi in anticipo e verificare quali film sono stati doppiati in italiano e di quali esiste quindi un titolo italiano ‘ufficiale’, tradotto oppure no. Ricordo benissimo che il Sig. Wenders più volte mi scrisse i titoli ufficiali in italiano di alcuni film su un foglietto di carta che poi faceva scorrere sotto il banco al quale eravamo seduti. A quell punto capii che nulla poteva andare storto ed ebbi l’impressione di vivere come in un incantesimo...

Interpretariato in consecutiva per for Wim Wenders, fermo immagine di Riccardo Sai.